Ricerca personalizzata

lunedì 12 ottobre 2009

Tazza di Orvieto

Ecco le fotografie di una delle tazze della mia collezione! E' una tazza che mi ha portato in regalo mia mamma, dipinta a mano da un artigiano di Orvieto.

domenica 9 agosto 2009

servizi da tè di Alice nel Paese delle Meraviglie

Dopo il primo post dedicato al tè di Alice nel Paese delle Meraviglie, ecco una carrellata di servizi da tè decorati nello stile della fiaba.

Alcuni sono davvero stupendi e curiosi, io li vorrei tutti, ma soprattutto la teiera-stregatto ed il primo dei due servizi completi!
Questo servizio da tè dipinto a mano si può comprare su The White Rabbit, il sito più grande del mondo interamente dedicato ad Alice nel Paese delle Meraviglie.
Questo set di teiera, tazzine e piattini da tè è prodotto da Colibrì e lo potete acquistare su Nordstrom.

Questa tazza con piattino, entrambi decorati con disegni ispirati ad Alice si può comprare su Kaboodle.

Questa bellissima teiera a forma di Stregatto con tazza e piattino coordinati è opera della designer Juliana Morozowski, potete trovarla su BehanceNetwork.

giovedì 6 agosto 2009

il tè di Alice nel Paese delle Meraviglie

Il tè di Alice nel Paese delle Meraviglie è sempre stata una delle mie scene preferite, non solo del cartone animato Disney ma anche e soprattutto del libro di Lewis Carroll.
Un tè in compagnia del Cappellaio Matto, della Lepre Marzolina, del Bianconiglio e del Ghiro, un tè dove le regole dei rito si rovesciano e tutto è il contrario di tutto. Dove si festeggia il non-compleanno, dove gli orologi impazziscono e dove a qualcuno manca un venerdì.
Questa scena è stata rappresentata in tante maniere, in epoche e con stili diversi, ma il suo impatto nella mia immaginazione è immutato.
Ecco una piccola galleria delle varie rappresentazioni della scena del tè di Alice nel Paese delle Meraviglie…

lunedì 15 giugno 2009

le tazze di Barbara


Continua la serie di tazze altrui! Questa volta tocca alle tazze con la mucca ed il porcello di Barbara. Quanto mi piacciono i porcelli!!!

giovedì 14 maggio 2009

La Tazza di Barbara della Missione Iraqui Freedom

In questo post lascio lo spazio a Barbara... le avevo chiesto le foto della sua tazza, e le ho avute accompagnate da questo bel pezzo scritto che alla fine ha rubato la scena anche alla tazza :-)

grazie Barbara!

Foto di ragazzi che da una bottiglietta di plastica fanno bere bambini scalzi.


Foto di ragazzi fermi ai bordi della strada con un mitra imbracciato che fermano auto con chissà quali pensieri e paure in testa.

Foto di ragazzi che sequestrano armi che neanche in un film di fantascienza avrebbero immaginato di vedere mai, a chissà quale povero scellerato convinto di combattere contro un suo simile che non merita di vivere sulla sua stessa terra.


Foto di ragazzi accolti a mani tese dai bimbi in attesa di un cioccolatino dallo straniero.

Foto di ragazzi di poco più di vent’anni che per l’illusione di avere un “sacco” di soldi lasciano casa e non sanno se ci torneranno per contribuire al tentativo di mettere ordine in un paese martoriato dalla guerra e dai disastri della politica.

Foto di ragazzi che a cinquanta gradi nel deserto indossano un giubbotto antiproiettile e il casco che gli farà perdere tanti capelli per il caldo.


Foto di ragazzi in città ricoperte di neve che neanche avrebbero mai potuto immaginare ne potesse cadere talmente tanta dal cielo.

Foto di ragazzi che fanno il giro su camionette o veri e propri carri armati, cercando di ridere e scherzare, sebbene da ridere e scherzare ci sia ben poco e ogni volta che chiamano casa per dire che stanno bene si levano le preghiere di ringraziamento al cielo anche da parte di chi non è poi tanto religioso o credente.


Foto di ragazzi seduti su tavoli con panche di fortuna, a consumare cibo in scatola che devono farsi piacere fino a quando la prossima licenza, tra due mesi, non consentirà loro di tornare per qualche giorno a casa di mamma’.

Foto di ragazzi che dormono sotto tende di fortuna accampate nel deserto nell’attesa che qualche edificio dismesso, distrutto dagli spari o dalle bombe, venga adibito a caserma di fortuna.

Foto di ragazzi che si lavano sotto una doccia fatta con un tubo di gomma e si spruzzano per gioco.

Foto di ragazzi che si abbracciano in posa tutti insieme per ricordare quella esperienza tanto dura in una terra tanto lontana.

Ne ho viste tante in casa di foto dei miei tre fratelli in missione in ogni parte del mondo: Iraq, Bosnia, Libano, Kossovo…
Ovunque andavano portavano un sorriso, una speranza, forse l’illusione di un domani migliore.
Ho pregato tanto che tutto andasse bene ogni volta che erano lontani da casa.
Mi sono incazzata tanto, senza dire niente a loro, ogni volta che per “pochi spiccioli” decidevano di partire di nuovo per una nuova missione.
E loro, anche se appartenenti ad uno degli eserciti peggio equipaggiati di occidente, che la guerra vera in prima linea (grazie a Dio!) non può combatterla, ma può soltanto fungere da supporto logistico nelle retrovie, sono partiti con la convinzione di contribuire ad una missione di pace, di aiutare dei poveri innocenti a risollevarsi da anni di guerre e miseria.
Loro non fanno caso al fatto che le “missioni di pace” vengano imposte solo dove c’è petrolio o fortissimi interessi politici in gioco: loro vanno, obbediscono.
Ci credono.

Ne ho viste tante di foto di ragazzi, alcuni dei quali non sono più tornati a casa, sorridenti nella loro mimetica verde e con il loro mitra abbracciato.
Tappezzano casa mia e la storia della mia famiglia.
Me lo ripeto: è vero, serve il loro aiuto.
Ma come è triste.
Come è triste non essere convinti come lo sono loro.
“Infine un giorno potrò dire di essere orgoglioso di ciò che sono: un soldato” recita l’ultima frase di una preghiera che i miei fratelli hanno appiccicato sul frigorifero a casa.
Sono orgogliosi e io lo sono di loro.
Ma quanto costa…
E tutto questo perché???? Perché la mia amica Claudia mi ha chiesto la foto di un tazzone del te che mio fratello ha comprato come ricordo in missione!!!!!!!!!

lunedì 4 maggio 2009

Che cos'è l'Orange Pekoe?


Tecnicamente l’Orange Pekoe non è un tipo di tè, ma piuttosto è una delle dimensioni possibili delle foglie di tè.
Quando il tè viene raccolto a mano, generalmente vengono colti i germogli all’apice, con le foglie ancora chiuse e le due foglioline successive. La prima foglia è la più giovane e viene chiamata “pekoe”, un termine cinese che significa “capelli bianchi”, perchè spesso il germoglio di tè è coperto da una patina argentata che dura per circa 48 dal momento in cui si aprono le foglie.

La seconda foglia viene chiamata “orange pekoe”. La terza, quarta e quinta foglia sono chiamate “Souchong”. Più in basso delle foglie Souchong si trovano le foglie di vegetazione che non dovrebbero essere raccolte: più sono mature le foglie, meno sono saporite.

Una teoria sull’origine del termine “orange” associate alle foglie “pekoe” sostiene che dipenda dal fatto che molti dei primi commercianti olandesi di tè commercializzavano i loro tè cinesi come Orange Pekoe oltre 300 anni fa, facendo riferimento al casato d’Orange, cioè dei regnanti di Olanda.
Altri invece sostengono che il termine Orange Pekoe fu diffuso da Thomas Lipton che lo usava per classificare molti dei suoi tè.

Il processo di lavorazione del tè nero comincia con la rollatura e lo sminuzzamento delle foglie, quindi salla fermentazione e dall’essicatura. Il prodotto finale può essere ottenuto in diverse dimensioni che vegono separate con dei setacci in base alla dimensione e all’integrità (intere, tritate, in polvere…) delle foglie. Quindi le categorie si riferiscono alle dimensioni delle foglie e non al tipo di tè.

L’Orange Pekoe è il nome che viene dato al grado più alto di classificazione e corrisponde ad una foglia intera e completa. Le foglie più piccole e quelle sminuzzate ricadono nelle categorie “Broken” mentre quelle ridotte in polvere vengono indicate col termine “Fannings”.

domenica 19 aprile 2009

il Tè tradizionale Marocchino

Avete mai assaggiato un tè alla menta preparato alla maniera tradizionale del Marocco?

Gli ingredienti che lo compongono sono pochi e semplici: acqua bollente, zucchero, tè e foglie di menta fresca. Ma quello che rende speciale il tè marocchino è il modo in cui viene preparato: è un metodo antico e legato alla cultura e alle tradizioni, anche se poi ogni famiglia ha le sue piccole varianti.
Il tè accompagna moltissimi momenti della vita quotidiana dei Marocchini: un bicchiere prima del pranzo dà appetito, dopo pranzo aiuta a digerire, ed è il perfetto suggello per ogni altra occasione: tiene compagnia, aiuta a socializzare, da via ad un piccolo rito quotidiano e familiare.
Anche in Marocco, come in molti altri luoghi del mondo, la condivisione del tè preparato con tanta cura è un momento importante per la vita sociale delle persone.

Ecco come prepararlo, ovviamente gustarlo in Marocco è tutt'altra cosa, ma non è affatto male neanche preparato e gustato in Italia!

Ingredienti:
Tè verde
una manciata di foglie di menta
zucchero di canna

Procedimento:
Scaldate la teiera e metteteci dentro le foglie di tè. Versate sopra poca acqua bollente e ruotate velocemente il contenitore, poi buttate via l'acqua facendo attenzione a non perdere le foglie di tè. Aggiungete la menta, lo zucchero e irrorate con l’acqua bollente. Lasciate in infusione per circa 5/8 minuti a seconda di quanto lo volete carico.

Notizie e consigli
Il tè da utilizzare è rigorosamente il tè verde cinese.
Il tè verde viene servito in bellissime teiere d'argento lavorato, con un beccuccio molto lungo, e viene servito in bicchieri di vetro versandolo da una notevole altezza, per far formare sulla superficie la caratteristica schiuma.
Va zuccherato direttamente nella teiera; i marocchini di solito devono il tè molto dolce, e abbondano con lo zucchero… io ce ne metto un po’ meno!

Per conoscere l’affascinante cerimonia del tè marocchina vi rimando direttamente questo bel post dal blog Un Tè alla Menta, un blog veramente carino e interessante che vi consiglio!